Petra dei Nabatei, il sito archeologico conosciuto da tutti non solo per essere una delle 7 meraviglie del mondo moderno ma anche per essere stata la location delle scene finali del terzo episodio di Indiana Jones, è tutta da scoprire. Nascosta come un gioiello dalle montagne che la circondano e raggiungibile, nel modo più conosciuto, tramite un canyon.
Il canyon che porta al tesoro: il Siq

Bene o male tutti sanno già cosa aspettarsi nel percorrere la lunga e stretta gola che permette di rivivere le scene finali del film di Indiana Jones. Ma attraversando il Siq, il canyon che porta alla necropoli nabatea, anche per chi c’è già stato è una bella emozione. Infatti la bellezza di una delle 7 meraviglie del mondo la conosciamo tutti, l’abbiamo vista mille volte come se ci fossimo già stati, ma essere sul posto lascia sempre a bocca aperta. Ma cominciamo dall’ingresso al canyon dove due nicchie scavate nella roccia danno il benvenuto, anticamente erano utilizzate come postazioni di guardia. Camminando si notano, sempre scavate nella roccia, come dei corrimano che altro non erano che canali che permettevano all’acqua di arrivare a Petra. Dopo aver percorso il Siq per ben 1,2km ad un tratto si comincia ad intravedere il tesoro, come se fosse nascosto dietro un sipario di rocce per poi manifestarsi dopo pochi passi in tutta la sua bellezza.

Chi teme di rimanere deluso, una volta entrato nel sito nabateo, viene immediatamente smentito e si rende conto che petra non è solo ‘Il Tesoro del Faraone‘.
Al Khaznah è chiamato ‘il tesoro’ per una leggenda secondo la quale nella parte alta della sezione centrale un faraone
avrebbe nascosto dell’oro e dei beduini avrebbero cercato di impossessarsene sparando numerosi colpi di fucile,
i cui fori sono effettivamente visibili.
Lasciando il tesoro alle spalle si apre una vasta area delimitata da pareti rocciose in cui sono state scavate numerose facciate di monumenti sepolcrali. Proseguendo si raggiunge il teatro romano e il sito romano attraversato dalla via colonnata che costeggia il ninfeo e la chiesa bizantina.
La Salita al Monastero
Attraversata la via colonnata e la porta del Temenos del sito archeologico si giunge all’inizio del sentiero che porta al monastero. Tanti scelgono di percorrere il tragitto a dorso di un asino perdendosi però la bellezza del percorso perchè troppo concentrati a non cadere dall’animale. La salita non è impegnativa di per sè, il consiglio è di non intraprenderla nelle ore calde del giorno in modo da potersi godere a pieno la meraviglia che attende all’arrivo: Ad-Dayr, il monastero.

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